Luce e materia il progetto prende forma | Intervista Mauro Bertamè


Un dialogo sul ruolo della luce, tra tecnologia e benessere abitativo.

In questa intervista racconta le sfide affrontate, le soluzioni adottate e l’importanza di una progettazione illumino-tecnica consapevole, realizzata in collaborazione con i lighting designer di Montenero53.

Q. Due progetti molto diversi: cosa li accomuna?

A. Entrambi i progetti hanno posto al centro l’interazione tra luce naturale e artificiale. A Milano abbiamo trasformato tre unità immobiliari in un unico appartamento di 240 mq, completamente vuoto: una “pagina bianca” su cui scrivere architettura e impianti. A El Jadida, in Marocco, ci siamo confrontati con un edificio ancora in costruzione di oltre 2200 mq per realizzare una palestra e un ristorante. In entrambi i casi, la luce è diventata architettura.

Q. Quali sono state le maggiori difficoltà nell’appartamento milanese?

A. Uno degli aspetti più delicati è stato educare il cliente all’uso della luce come strumento di comfort. Provenivano da una cultura legata alle lampade a incandescenza, mentre noi abbiamo introdotto il sistema DALI, che permette di regolare intensità, colore e atmosfera.

Abbiamo progettato tre livelli di illuminazione – generale, funzionale e d’accento – e ogni faretto è stato posizionato secondo una precisa griglia luminosa. La luce qui è pensata per vivere, non solo per vedere.

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Mauro Bertamè

Architetto milanese, nato nel 1952, con esperienza internazionale in edilizia e ricerca ambientale, ha integrato nella sua attività le discipline del Feng-Shui, della Geobiologia e delle energie sottili. Reiki Master, radiestesista e docente, dal 1984 si dedica allo studio dell’equilibrio energetico tra uomo, ambiente e spazio abitato.

Fondatore dello studio di architettura e design MBEgroup, tiene corsi, seminari e conferenze in tutta Italia e collabora con riviste specializzate.

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