Lo spazio attraverso la luce | Intervista a Gaia Amidani
Un racconto minimalista in cui l’illuminazione diventa materia architettonica e firma emotiva dello spazio
Dalla passione per la semplicità e l’eleganza minimalista nasce un progetto abitativo in cui la luce racconta gli spazi.
Q. Dottoressa Amidani, quali principi guida ha seguito nella definizione dell’illuminazione della sua casa, sia per gli ambienti diurni che per quelli serali? Quali erano le esigenze principali da soddisfare?
A. Il mio approccio è minimalista. Ho scelto Davide Groppi, il minimalista per eccellenza nel campo illuminotecnico: le sue luci non sono solo funzionali, ma elementi espressivi, emotivi e narrativi. Ho selezionato aggiunte iconiche di Flos, come Parentesi, Toio e la 265, che portano calore e memoria in uno spazio volutamente essenziale. L’idea centrale è stata evitare sovrabbondanza: solo i punti luce essenziali, con intensità dimmerabile per passare da illuminazione tecnica diurna a atmosfere intime serali.
Q. Come si è svolto il passaggio dall’idea alla realizzazione, nella collaborazione con gli specialisti illuminotecnici?
Il confronto è stato fluido grazie a Yuri, mio collaboratore da anni, che comprende il mio linguaggio progettuale ed è capace di tradurre esigenze in soluzioni tecniche precise e coerenti. Abbiamo lavorato insieme per trovare equilibrio tra resa luminosa, coerenza architettonica e qualità percettiva. Ogni scelta — dalla posizione dei punti luce alla regolazione dimmer — è stato un dialogo costante basato su sintonia professionale.
Nel living principale è stato installato un unico corpo illuminante, la lampada Flash di Davide Groppi, scelta per la sua eleganza essenziale e per la capacità di modulare l’intensità luminosa. Grazie all’effetto dimmerabile, è possibile passare da una luce piena e tecnica a una luce soffusa e avvolgente, perfetta per creare un’atmosfera intima nelle ore serali. I pezzi iconici inseriti non solo arricchiscono lo spazio con un valore estetico e simbolico, ma introducono anche un senso di calore e di memoria, rendendo l’illuminazione un’esperienza emotiva oltre che funzionale. Nel progetto di Gaia Amidani la luce è materia progettuale: non solo tecnica, ma scrittura visiva degli ambienti, espressione estetica e narratore di emozioni. Con un approccio minimal chic e scelte consapevoli, Crema 15 interpreta lo spazio attraverso la luce studiata.
La collaborazione tra l’Arch. Gaia Amidani e Montenero53 è stata una fusione di visioni: affidabilità tecnica al servizio di un progetto estetico coerente. Uno scambio professionale che ha valorizzato luce e architettura.

(*) Gaia Amidani
Architetto e cofondatrice, insieme all’Architetto Diletta Villa di Crema 15 a Milano, la dott.ssa Amidani ha avviato la propria attività nel 2008, specializzandosi nella progettazione di interni residenziali dal linguaggio minimalista e raffinato. Laureata al Politecnico di Milano nel 2003, segue numerosi interventi di ristrutturazione e arredo, con un approccio che integra funzionalità, estetica essenziale e benessere abitativo. In ogni progetto, illuminazione e materiali dialogano in sinergia, grazie anche a consolidate collaborazioni professionali che traducono ogni progetto in un’esperienza luminosa e su misura.











